Euclide verso il 300 a.C., dissertando sul pentagono, al XIII libro dei suoi Elementi, fornisce la definizione della divisione di un segmento come ἄκρος καὶ μέσος λόγος, media e ultima ragione.

Da quel momento, grandi scoperte matematiche, incontrarono casualmente, ma inerosabilimente, un celebre numero, che per le sue proprietà, presto verrà chiamato divino e poi aureo:

F = 1,6180339887 ...

 

 

Tale numero si ottiene (cfr figura sopra) quando si verifica la proporzione 

BC : AB = AB : AC

e, dopo i dovuti passaggi, uguale al rapporto

AB/BC = 0,618/0,382 = F

 

Questo numero, però, è anche il valore della bellezza e molti straordinari monumenti architettonici, pittorici, scultorei e musicali lo nascondono tra le loro dimensioni Esso è anche probabilmente è la più antica teoria delle proporzioni e dell'armonia della storia dell'arte. Lo troviamo così nella piramide di Cheope, nel Partenone, fino al palazzo delle Nazioni Unite. Persino nelle 33 variazioni sopra un valzer di Dabelli scritte da L. van Beethoven si ritrova uno schema compositivo riconducibile al numero aureo.

A questo punto mi sono domandato, vuoi vedere che anche nell'Archivio di Stato di Asti si nasconde il numero aureo? Nella sala del Coro di Benedetto Alfieri a mo' di separazione tra il coro diurno e notturno vi è un arco, bello, imponente. La misura della base è 6,45 mt. L'altezza dall'attuale soletta 4,017 mt. Provate a dividere la base e l'altezza... e magicamente appare il numero:

1,61812

Anche l'Archivio di Stato ora potrà vantare di avere tra le sue strutture il numero della bellezza!

Asti,  12 maggio 2012

 Renzo Remotti

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